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Martedì, 06 Ottobre 2015 15:59

CLANDESTINI DELINQUONO A PIACIMENTO SENZA CONSEGUENZE. FABIO SANFILIPPO

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fabio sanfilippo immigrazione

Immigrati che spesso dicono : In Italia ci sono anch'io - “Fabio Sanfilippo FI responsabile regione Piemonte seniores sulla Sicurezza ed a livello Nazionale dell'ufficio Antimafia del movimento Rivoluzione Cristiana di Gianfranco Rotondi" - Continuiamo a subire oscenità di ogni tipo da immigrati clandestini che arrivano in Italia e chiedono asilo ma poi delinquono in ogni modo a piacimento. Li smascheriamo, li arrestiamo, e poi… tornano liberi di fare come gli pare. Si sentono Italiani senza il rispetto delle nostre regole, della nostra chiesa, dele nostre tradizioni, nonchè storia e cultura. 

 

Sanfilippo - A causa del PD e di una politica disastrosa sull'argomento, i cittadini ricominciano a subire violenze

data la prepotenza e l’arroganza dettata dalla consapevolezza degli immigrati che, nel caos generale potranno farla franca e loro lo sanno bene. Non si riesce a filtrare gli ingressi nel Paese limitandoli a quelli che mostrano i requisiti necessari per la richiesta dello status di rifugiato, ma anche dopo, di fronte alla prova incontrovertibile di trovarsi di fronte a criminali, non si riesce a rimandare questa gente a casa, né a far scontare loro alcuna seria conseguenza dei loro comportamenti illegali, antisociali, criminali. D'altra parte si ricorda che il PD e le sue cooperative ne traggono voti, guadagni e consenso.

 

Prosegue Sanfilippo - E’ come se le Forze dell’Ordine continuassero a girare in tondo, correndo dietro a soggetti finiti in manette innumerevoli volte, senza poter far nulla e con ingenti spese per il nostro comparto sicurezza.

In una nota di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, cita alcuni gravi episodi di cronaca che hanno riguardato immigrati giunti nel nostro Paese nel corso dei tanti sbarchi degli ultimi mesi.

Su tutti ricorda il caso del profugo del Mali di 22 anni arrestato per la violenza sessuale commessa in provincia di Padova ai danni di una ragazzina di 17 anni. L’uomo risulta fotosegnalato a Lampedusa nel maggio di quest’anno, sarebbe arrivato con le carrette del mare durante uno degli ultimi sbarchi di immigrati dall’Africa.

Ma ha destato scalpore anche il caso del Clement Ebuh, di 22 anni, fuggito in Svizzera dopo aver lasciato il centro di accoglienza per richiedenti protezione internazionale presso la cooperativa sociale a Isola di Capo Rizzuto (Kr), ma qui arrestato per l’omicidio di un uomo assassinato con un coltello. Il presunto omicida è dunque un profugo, arrivato in questi mesi in Italia ed in attesa di sapere se la commissione che valuta le storie di persecuzione dei migranti gli avrebbe concesso lo status di rifugiato.

Ed ancora un articolo di stampa che, citando la pronuncia di un giudice di pace di Gemona, ha ricostruito l’incredibile storia di un marocchino, da oltre dieci anni in Italia, che ha compiuto 21 reati, restando dietro le sbarre solo 9 giorni grazie ad attenuanti, indulti e altro. All’uomo non è stato rinnovato il permesso di soggiorno ed è stata decretata la sua espulsione da tre diverse prefetture di Belluno, Bologna e Udine. Il 17 maggio 2013 è il Tribunale di Gemona del Friuli, che ha ordinato di sbatterlo fuori dall’Italia per la quarta volta. Il 23 luglio venne rimandano in Marocco. Secondo voi è rimasto in Marocco ? No. Fabio Sanfilippo fa' notare come il marocchino sia nuovamente tornato in Italia per venir nuovamente pizzicato a Tirano, provincia di Sondrio, dove ha subito una condanna di 1 anno per false generalità. Al processo a Gemona è stato contumace ed il giudice di pace ha scritto nella sentenza: “In tutti questi atti è stato ripetutamente ordinato all’imputato di lasciare il territorio nazionale e di non rientrare prima che siano decorsi 10 anni. Tali ordini sono stati sistematicamente ignorati e nessuna autorità è stata in grado di farli eseguire coattivamente!”.

Il certificato penale di Hadif Achraf – ha spiegato il giudice – riporta ben 21 reati, commessi dal 13.11.2002 al 26.02.2008 in Torino, Genova, Tortona, Biella, Imperia” per reati che vanno dall’appropriazione indebita, al furto, rapina, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e così via. Il marocchino nato a Casablanca “fra attenuanti generiche (ripetutamente concesse, malgrado le recidive), sospensione dell’esecuzione, indulto, cumulo delle pene, eccetera ha scontato soltanto 9 giorni di pena detentiva: dal 30.04.2011 al 09.05.2011! Evidentemente, il soggetto è stato indotto a pensare che il sistema giuridico-penale italiano è impotente e quindi nessun freno è stato posto alle sue scorrerie e nessun deterrente hanno rappresentato le molteplici condanne inflittegli!”.

 

Sanfilippo conclude - mi preme ricordare ai nostri cittadini, come la sicurezza sia un diritto che si trasforma in uno stato di benessere e serenità del nostro vivere quotidiano. Silvio Berlusconi non avrebbe mai permesso una condizione di simile degrado, tantomeno che lo Stato dovesse afforntare spese così rilevanti contro l'immigrazione. D'altra parte è ormai chiara e consolidata l'architettata eliminazione di alcuni poteri a danno del Cav, quale unico politico che ha sempre ribadito no euro, meno tasse, più lavoro, sicurezza, riforme e giustizia nonchè tutela per le nostre famiglie.

 

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